Una novità importante interessa i lavoratori parasubordinati e le imprese che hanno versato contributi alla Gestione Separata INPS in misura superiore al dovuto.
Con il messaggio n. 3575 del 4 novembre 2026, l’INPS ha annunciato la riattivazione delle comunicazioni relative al raggiungimento del massimale contributivo e l’invio di informative sugli importi versati in eccedenza negli anni 2024 e 2025.
Ma quando possono verificarsi questi versamenti non dovuti?
Nella Gestione Separata i contributi previdenziali sono calcolati entro un limite massimo annuo di imponibile, periodicamente rivalutato.
Per il 2025 il massimale era pari a 120.607 euro, mentre per il 2026 è stato elevato a 122.295 euro.
Una situazione particolarmente frequente riguarda i collaboratori che percepiscono compensi da più committenti.
Pensiamo, ad esempio, a un amministratore di società che riceve compensi da due imprese diverse.
Ciascuna società potrebbe aver correttamente calcolato e versato i contributi sui compensi da essa corrisposti, senza che risultasse superato il massimale considerando singolarmente i due rapporti.
Sommando gli imponibili contributivi dei diversi rapporti, tuttavia, il lavoratore potrebbe aver superato il limite annuo previsto dalla legge.
In questa situazione, possono essere stati versati contributi non dovuti, che devono essere restituiti agli aventi diritto.
L’INPS ha quindi deciso di riattivare le comunicazioni attraverso MyINPS, utilizzando le informazioni presenti nei flussi UniEmens.
Per il 2026 le notifiche riguardano il raggiungimento del massimale annuo.
A partire da novembre saranno invece inviate ai collaboratori e ai rispettivi committenti le comunicazioni relative alle eccedenze contributive recuperabili per gli anni 2024 e 2025.
Un aspetto fondamentale riguarda la ripartizione del rimborso.
Per i lavoratori parasubordinati, la contribuzione è ordinariamente ripartita per un terzo a carico del collaboratore e per due terzi a carico del committente.
La restituzione delle somme versate oltre il massimale segue la medesima proporzione.
Questo significa che il rimborso non spetta integralmente al lavoratore, ma deve essere ripartito tra i soggetti che hanno effettivamente sostenuto l’onere contributivo.
Attenzione: la comunicazione dell’INPS non determina automaticamente il pagamento delle somme.
Per ottenere la restituzione occorre presentare un’apposita domanda attraverso la nuova procedura telematica Domanda Rimborso Unico, introdotta dall’Istituto lo scorso 13 ottobre.
Chi ha già presentato un’istanza non deve riproporla, ma attendere la conclusione dell’istruttoria.

